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GUIDE FOOD · ROMA

Mangiare a Roma come un romano: 10 piatti tipici e dove trovarli davvero

Cosa mangiare a Roma per assaggiare la vera cucina romana? I quattro grandi primi sono <strong>carbonara, amatriciana, cacio e pepe e gricia</strong>; tra i secondi spiccano <strong>coda alla vaccinar

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Redazione easyroi

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17 giu 2026 · 9 min

ROMA

Cosa mangiare a Roma per assaggiare la vera cucina romana? I quattro grandi primi sono <strong>carbonara, amatriciana, cacio e pepe e gricia</strong>; tra i secondi spiccano <strong>coda alla vaccinara, trippa alla romana e i carciofi</strong> (alla giudia e alla romana); per lo street food il re è il <strong>supplì</strong>, e per il dolce il <strong>maritozzo con la panna</strong>. In questa guida ti raccontiamo ogni piatto e ti diamo i criteri per riconoscere i locali autentici da quelli per turisti.

La cucina romana è il trionfo del "poco ma buono": ingredienti semplici e popolari che diventano sapori intensi. È una cucina di trattoria, di quinto quarto, di pasta tirata al momento. E a Roma la discussione su chi faccia la migliore carbonara è praticamente uno sport quotidiano. Ecco i piatti da provare assolutamente.

I quattro primi della tradizione romana

I primi sono la bandiera della cucina capitolina, tutti nati intorno a pochi ingredienti chiave: guanciale, pecorino romano DOP, pepe, uova.

Carbonara: il piatto-simbolo. Guanciale, uova, pecorino romano e pepe. Niente panna, niente pancetta affumicata: i puristi sono inflessibili.

Amatriciana: guanciale, pomodoro e pecorino. Nata ad Amatrice, adottata con orgoglio dai romani. Spesso servita con i bucatini.

Cacio e pepe: minimalismo assoluto — pasta (tradizionalmente tonnarelli), pecorino romano e pepe nero macinato al momento. Difficilissima da fare bene, proprio perché ha solo tre ingredienti.

Gricia: l'antenata "in bianco" dell'amatriciana, ovvero la cacio e pepe con l'aggiunta del guanciale, senza pomodoro.

I secondi del "quinto quarto"

La cucina romana popolare nasce anche dalle parti meno nobili della carne, cucinate con maestria.

Coda alla vaccinara: coda di bue stufata a lungo con pomodoro, sedano e spezie. Ricca e avvolgente.

Trippa alla romana: con sugo di pomodoro, pecorino e menta romana. Un classico domenicale.

Saltimbocca alla romana: fettine di vitello con prosciutto e salvia, cotte nel burro e vino bianco.

I carciofi: due ricette iconiche

I carciofi sono celebrati a Roma con due preparazioni opposte e altrettanto buone, da provare in stagione (inverno-primavera):

Carciofi alla giudia: tipici del Ghetto ebraico, fritti interi due volte fino a diventare croccanti fuori e morbidi dentro.

Carciofi alla romana: puliti, farciti con mentuccia, aglio e prezzemolo, e stufati a testa in giù in acqua e vino bianco fino a renderli teneri come burro.

Street food e dolci

Roma è una capitale dello street food. Da provare:

Supplì: crocchetta di riso fritta, ripiena e filante ("al telefono" per il filo di mozzarella). Esistono versioni gourmet con cacio e pepe, amatriciana o carbonara.

Pizza al taglio e pizza bianca, magari farcita con la mortadella.

Filetti di baccalà fritti e fiori di zucca in pastella, classici delle friggitorie.

Trapizzino: invenzione recente, una tasca di pizza ripiena di stufati della tradizione.

Maritozzo con la panna: il dolce-simbolo, una soffice pagnotta dolce aperta e riempita di panna montata.

Crostata di ricotta e visciole: altro dolce tipico da non perdere.

Per accompagnare: Pecorino Romano DOP (l'anima dei primi), la porchetta di Ariccia IGP e i vini dei Castelli Romani.

Come riconoscere una trattoria autentica

Mangiare bene a Roma è facile, se sai cosa cercare. Ecco i segnali di un locale vero:

Menù corto e di stagione, non plastificato e tradotto in cinque lingue.

Sala piena di italiani, non solo di turisti con la valigia accanto.

Vino della casa al bicchiere e prezzi onesti.

Posizione defilata: spostarsi di una strada dai monumenti principali cambia tutto.

I quartieri migliori per la cucina romana autentica sono Trastevere, Monti, Testaccio e il Ghetto ebraico. Anche zone più popolari come Garbatella nascondono ottime osterie. Nei locali piccoli, prenota: le file si formano in fretta.

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Domande frequenti

Qual è il piatto più tipico di Roma?

La carbonara è il simbolo, ma cacio e pepe, amatriciana e gricia completano il quartetto dei primi romani per eccellenza.

Dove mangiare la vera carbonara a Roma?

Nelle trattorie di Trastevere, Monti e Testaccio che usano guanciale e pecorino romano DOP. Diffida di chi mette panna o pancetta.

Cosa mangiare a Roma se sono vegetariano?

Cacio e pepe, carciofi alla romana, puntarelle, fiori di zucca, pizza bianca e i dolci come il maritozzo: Roma offre molto anche senza carne.

Quanto si spende per mangiare in una trattoria romana?

In una trattoria tradizionale un pasto completo va indicativamente dai 25-40 € a persona; lo street food (supplì, pizza al taglio) costa molto meno.

Cosa sono i supplì?

Crocchette di riso fritte, tipiche dello street food romano, ripiene e filanti. Il nome deriverebbe dal francese "en surprise", per la sorpresa dell'interno.

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